Stasera non so cosa giocare. Cosa gioco?
Se non sai cosa giocare non giochi. La domanda giusta non è cosa gioco stasera, è se stasera c'è una partita che paga più di quanto vale.
Risposta corta: se non lo sai, non giochi. La risposta non è cercare finché trovi qualcosa. Se non c'è, si chiude e si va a fare altro. Ma vediamo bene come si arriva a quella conclusione, perché "non giocare" detto così sembra una scusa e invece è metà del lavoro.
La domanda è girata al contrario
"Cosa gioco stasera" parte già male, perché dà per scontato che stasera si debba giocare qualcosa.
La domanda giusta è un'altra: c'è una partita in cui il mercato paga più di quanto vale? Certe sere la risposta è sì due volte. Certe sere è no e va bene uguale.
La differenza fra le due domande sembra da poco. È enorme. Con la prima parti dal fatto che devi giocare e cerchi una scusa per farlo. Con la seconda parti dai numeri e giochi solo se ti portano lì.
Cosa succede se cerchi per forza
Se ti metti a cercare con l'idea di trovare, trovi. Ma non trovi valore: trovi una giustificazione.
Succede sempre nello stesso ordine. Prima guardi i campionati che conosci: niente. Poi allarghi ai campionati che conosci poco. Poi passi ai mercati che non giochi mai. Poi finisci a guardare la seconda divisione di un paese di cui non sapresti nominare tre squadre e ti convinci che lì "l'Over ci sta".
Ogni gradino di quella scala abbassa l'asticella. E ogni giocata sotto l'asticella, in media, perde: non perché sei sfortunato, ma perché stai giocando contro gente che quella partita la conosce meglio di te.
Non ti azzera stasera. Ti azzera in tre mesi di stasere così, dieci euro alla volta.
Come si guarda una serata, in ordine
Il lavoro vero è questo e dura poco se lo fai in ordine giusto.
1. Parti da quello che conosci. I campionati che segui, le squadre di cui sai come giocano, i mercati che hai già giocato cento volte. Se stasera in quella lista non c'è niente, hai già finito.
2. Su quelle partite, dai la tua probabilità. Non la quota: la percentuale. "Secondo me questo esce 6 volte su 10." Poi la giri in quota giusta: 100 diviso 60 fa 1,67.
3. Adesso e solo adesso, guardi il tabellone. Se pagano 1,90 c'è da giocare. Se pagano 1,55 si lascia stare. Guardare la quota prima di aver fatto la tua percentuale è il modo migliore per farsi influenzare: se vedi 1,55 ti convinci che la partita vale 1,55.
4. Se nessuna passa il controllo, hai finito il lavoro di stasera. Il lavoro era guardare, non giocare. L'hai fatto tutto.
Una serata vera
Otto partite in programma. Ne conosci bene quattro.
Sulla prima dai il 55% all'Over 2.5: quota giusta 1,82, il mercato paga 1,70. Meno del giusto, si lascia.
Sulla seconda dai il 40% alla vittoria della squadra in casa: quota giusta 2,50, il mercato paga 2,45. Praticamente uguale, non c'è niente da prendere, si lascia.
Sulla terza non riesci nemmeno a dare una percentuale, perché non sai chi gioca e la formazione non è ancora uscita. Si lascia.
Sulla quarta dai il 65% al segno 1: quota giusta 1,54, il mercato paga 1,75. Qui sì. Questa è la tua giocata di stasera, all'1%.
Quattro partite guardate, una giocata. È una serata normale, fatta bene. Chi invece ne gioca quattro su quattro ha appena buttato tre giocate per averne una buona.
Le scuse che ti verranno in mente
- "Sennò che ho guardato a fare?" Hai guardato per decidere. Decidere di non giocare è una decisione, non è tempo perso.
- "È da tre giorni che non gioco." Benissimo. Non c'è nessuna quota da rispettare, nessun minimo mensile.
- "Stasera c'è la partita grossa." La partita grossa è quella su cui il mercato è più preciso, perché la guardano tutti. È il posto peggiore dove cercare un prezzo sbagliato.
- "Almeno una piccola, tanto per seguirla." Se ti serve una giocata per guardare una partita, il problema non è la partita.
Non giocare non vuol dire non lavorare
Nelle sere senza giocate c'è comunque roba da fare ed è quella che ti fa migliorare più delle giocate stesse.
Guardi una partita senza aver messo niente sopra e ti alleni a leggerla: chi sta spingendo, chi ha smesso di correre, cosa cambia dopo il primo gol. Senza soldi sopra la vedi meglio, perché non stai tifando per il tuo biglietto.
Oppure apri il Quaderno e ti rileggi il mese: dove hai guadagnato, dove hai buttato, a che ora hai giocato peggio. Mezz'ora di quelle vale più di tre giocate a caso.
Se il problema è restare lì ad aspettare
Spesso la giocata inutile nasce da qui: sei davanti allo schermo, passano i minuti, non succede niente e alla fine giochi qualcosa per non aver perso la serata.
La soluzione non è avere più forza di volontà, è non stare lì. Ti fai chiamare quando serve: accendi gli avvisi sulle situazioni che ti interessano e vai a fare altro. Quando una partita entra in quella situazione ti arriva il messaggio, apri, guardi com'è messa, fai il conto.
E anche lì la regola non cambia: l'avviso ti dice che è successa una cosa, non ti dice di giocare. Metà delle volte guardi la partita e la lasci stare. Va benissimo così.
La serata migliore
Alla fine è questo il passaggio che divide chi resta in piedi da chi si consuma piano: capire che le partite che non giochi contano quanto quelle che giochi.
Nessuno le racconta agli amici. Non c'è niente da postare. Ma il tuo margine è piccolo e l'unico modo di tenerlo è non annacquarlo con giocate fatte per riempire la sera.
Le partite ci sono domani, dopodomani e la settimana prossima: ne passano a centinaia. Quello che non torna sono i soldi buttati su una giocata fatta per non stare fermo.
Non esiste l'obbligo di giocare tutte le sere. Se ti metti a cercare per forza, non trovi valore: trovi una scusa e ogni giocata di quel tipo in media perde. La serata senza giocate è una serata in cui non hai regalato niente a nessuno.
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