Quanti pronostici faccio, e perché sono così tanti
Più di 140.000 in sedici giorni di stagione. Non è per farti impressione: sotto un certo numero, i conti non si possono leggere.
Nei primi sedici giorni di questa stagione ne ho pubblicati più di 140.000.
Il conto aggiornato sta qui e si rifa da solo ogni tre ore. Non te lo scrivo fisso in questa pagina perché fra due giorni sarebbe già vecchio.
E adesso la parte che conta, perché il numero da solo è solo un numero grosso.
Perché non ne faccio tre
Immagina uno che ti dà tre pronostici a settimana e ne prende due. Ti sventola un 66% e sembra bravissimo.
Ma su tre casi non puoi dire niente di lui. Può essere bravo, può essere fortunato, e non c'è nessun modo di distinguerli. Nemmeno lui lo sa.
Ecco perché tanti ne danno tre. Non è sobrietà, è il posto perfetto dove nascondersi.
Cosa succede quando sono tanti
Su novantamila partite già finite la fortuna si annulla da sola. Non resta più niente da raccontare: restano i conti.
Se dico 60 e ne escono 63 su cento, quel numero non lo sposta più nessuno. Né io in bene né la sfortuna in male.
Il volume non è la mia vanteria. È la cosa che ti permette di controllarmi.
E di quelli, 150.000 all'anno non li paghi
Perché vale lo stesso discorso dall'altra parte. Se ti regalassi tre pronostici non ti starei regalando niente: ti starei dando qualcosa su cui non puoi farti un'idea.
Ti do il volume perché solo col volume ti puoi fare un'idea.
Il paragone che chiude il discorso
Tutta la stagione scorsa erano centocinquantamila pronostici in tutto.
Quest'anno, in sedici giorni, ci sono già quasi arrivato.
E non te lo dico per farti impressione. Te lo dico perché è una cosa che puoi andare a contare.
Su tre pronostici il caso decide tutto. Su centomila non decide più niente, e restano solo i conti.
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