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Prima di giocare

Non giocare le multiple

Quattro verdi al 70% in quadrupla fanno 24%: falliscono tre volte su quattro. E il margine del banco passa dal 15% al 25%.

Non perdi per sfortuna. Perdi per le combinazioni.

La multipla te la propongono tutti. Nessuno ti dice di non giocarla — anzi, è la prima cosa che ti mettono davanti. E quando salta, la spiegazione è sempre la stessa: "eh, sfortuna, per una partita".

Non è sfortuna. È matematica delle combinazioni ed è decisa prima ancora che le partite comincino. Adesso te la faccio vedere in modo che non te la scordi più.

La multipla è una combinazione: metti insieme più partite e vinci solo se vanno tutte come dici tu. Il problema è quante sono le combinazioni possibili e quante di quelle ti fanno vincere.

Contiamole. Due partite.

Due partite, ognuna può andare in due modi: giusta o sbagliata. Quante combinazioni? Quattro:

giusta-giusta · giusta-sbagliata · sbagliata-giusta · sbagliata-sbagliata

Di queste quattro, quante ti fanno vincere la doppia? Una sola: giusta-giusta. Le altre tre ti fanno perdere tutto. Una combinazione buona su quattro.

Adesso guarda cosa succede aggiungendo partite

Ogni partita che aggiungi raddoppia il numero di combinazioni, ma quella che vince resta sempre una sola. Guarda:

2 partite → 4 combinazioni, 1 vince, 3 perdono
3 partite → 8 combinazioni, 1 vince, 7 perdono
4 partite → 16 combinazioni, 1 vince, 15 perdono
5 partite → 32 combinazioni, 1 vince, 31 perdono

Con la quadrupla hai costruito una cosa che ha 15 modi di andare male e uno solo di andare bene. Non è che sei stato sfortunato quando salta: è che c'erano quindici strade per perdere e una per vincere. La sfortuna non c'entra niente, il conto era quello dall'inizio.

E ricordati che ogni partita va vinta

Qui c'è la cosa che alla gente sfugge sempre. Ogni singola casella di quella combinazione va vinta davvero. Non è che "tanto sono favorite": ogni partita è una partita e la deve azzeccare tutte, una per una, senza saltarne nemmeno mezza.

E le multiple si fanno in due modi, sempre gli stessi. Prendiamo cinque partite e mettiamole in cinquina in tutti e due i modi.

Modo 1 — tutte favorite. Cinque squadre a quota bassa, tra 1,35 e 1,75. Il pensiero è sempre lo stesso: "sono forti, mica possono perdere tutte".

Ma fermati sul numero. Quota 1,35 vuol dire 74% — cioè che una volta su quattro non la prendi. Non è sicura: è una favorita, che è un'altra cosa. E tu di queste ne hai messe cinque in fila.

Fai il conto a spanne: se ogni favorita salta grosso modo una volta su tre-quattro, su cinque favorite statisticamente una te ne va storta. Una. E siccome nella multipla basta che ne cada una per perdere tutto, quella lì ti ha già buttato giù l'intera giocata. Non serve che vadano male in tante: ne basta una ed è proprio quella che il conto ti dice che arriva.

Infatti la probabilità di prenderle davvero tutte e cinque è circa il 10%. Una cinquina di favorite forti, roba che sembra blindata e la porti a casa una volta su dieci.

Modo 2 — quote più alte. Cinque partite tra 1,80 e 2,20, per far salire il bottino. Qui è peggio: ogni casella è quasi una moneta, la vinci una volta su due. Se sulle favorite ne saltava una, qui ne saltano due-tre. La probabilità di prenderle tutte è il 3%: tre volte su cento. La quota è bella grossa, intorno a 32, ma esce una volta ogni trenta e passa.

Non c'è un modo furbo, hai capito? Con le favorite ne salta una e sei fuori; con le quote alte ne saltano di più e sei fuori uguale. Da una parte ti fregano sul poco, dall'altra sulla probabilità. Il conto perde sempre lui.

E allora perché te le spingono tutti?

Questa è la domanda che deve accendersi in testa. Guarda intorno: tutti ti dicono di giocare le multiple. Il bookmaker te le mette in vetrina. Ti dà il bonus multipla, il moltiplicatore, il "+30% se ne aggiungi una sesta". E i tipster più seguiti, quelli forti, quelli con le foto delle vincite — ti propongono sempre le multiple.

Se una cosa ha quindici modi di perdere e uno di vincere, perché tutti quanti te la spingono con tanto entusiasmo?

Il motivo è semplice ed è tutto qui: loro guadagnano sulle tue perdite.

Il bookmaker sulla multipla ci guadagna il doppio: la sua fetta si moltiplica insieme alle quote e da una singola all'altra passa dal 15% a oltre il 25%. Il tipster prende una percentuale su quanto giochi e quanto perdi. Per tutti e due, tu che punti cento euro su una quadrupla e li lasci lì sei il cliente ideale.

Tu perdi e loro vincono. Non è un caso, non è cattiveria: è il loro modello di business ed è costruito esattamente perché tu giochi la cosa che ti conviene di meno. Il "bonus" non è un regalo, è l'esca. Se davvero volessero farti un regalo, te lo farebbero sulla singola — dove il margine è più basso e per loro è meno conveniente. Ma sulla singola non te lo fa nessuno e adesso sai perché.

La scena che ti ricordi e le trenta che dimentichi

C'è anche il motivo per cui tu ci caschi ed è giusto conoscerlo. La multipla non vende una probabilità: vende una scena. L'ultima partita, l'ultimo minuto, i 400 euro che arrivano se entra. Quella scena te la ricordi per un anno.

Non ti ricordi invece le altre trenta multiple morte alla seconda partita di un sabato qualsiasi. Il tuo cervello tiene il conto delle vincite e butta via le perdite — e chi ti spinge le multiple lo sa benissimo, ci costruisce sopra il fatturato.

Io ne pubblico 340.000 l'anno e sono tutte singole. Non per fare il puro: perché i conti dicono così e perché io non guadagno quando tu perdi — guadagno se resti in piedi abbastanza a lungo da restare abbonato.

Cosa ti porti a casa

Uno. Non perdi per sfortuna: perdi perché ci sono più combinazioni perdenti che vincenti.

Due. Quattro partite = 16 combinazioni: una sola vince, quindici perdono.

Tre. Basta che una favorita salti — e su cinque, statisticamente, una salta — per buttare giù tutta la multipla.

Quattro. Tutti te le spingono — bonus, moltiplicatori, tipster — perché loro guadagnano quando tu perdi. Il bonus è l'esca, non il regalo.

Usa il cervello.

La lezione

Ogni partita aggiunta taglia un terzo di quello che resta e il margine del banco si moltiplica.

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