Ho perso tre volte di fila. Che faccio?
La quarta non la giochi. Quello che hai perso non torna stasera: torna piano, con le giocate normali dei giorni dopo.
Risposta corta: la quarta non la giochi. Chiudi, esci, torna domani. Quello che hai perso oggi non si recupera stasera: rientra piano, con le giocate normali dei prossimi giorni.
Perdi tre giocate di fila. Ti gira. E dentro parte quel pensiero lì: "adesso ne faccio una un po' più grossa, rientro, poi torno a giocare normale".
Quella frase costa più delle tre partite che hai perso.
Non sembra una pazzia, sembra buon senso
Nessuno alza la posta per fare il fenomeno. La alzi perché vuoi rimettere le cose a posto. Sul momento è la cosa più ragionevole del mondo: sono sotto di 15 euro, ne metto 50, chiudo il discorso e domani riparto pulito. È proprio lì che ti frega. Se sembrasse una cavolata non la farebbe nessuno.
C'è una parola che ti avvisa
La parola è recuperare. Prima di puntare fermati un secondo e chiediti perché stai giocando questa partita. Se la risposta è "perché sono sotto", hai smesso di ragionare da un pezzo.
Una giocata si fa per un motivo solo: la quota ti paga più di quanto vale davvero quella partita. Non perché ieri è andata male. La partita di stasera non sa niente di quelle che hai perso, non ti deve niente.
I soldi persi non tornano indietro con una giocata. Tornano indietro con cento giocate fatte come si deve, oppure non tornano. I conti te li ho già fatti in Non si raddoppia mai: qui parliamo della testa.
Facciamo i numeri
Cassa 500, stake 5 euro a giocata. Perdi tre volte: sei a -15. Roba da niente, la recuperi senza accorgerti.
Parte la rincorsa: ne metti 50 per chiudere il rosso. Va male. Adesso sei a -65. Prima ti bastavano tre giocate normali andate bene, ora te ne servono più di dieci. Non hai chiuso il buco: l'hai fatto diventare un fosso. E la voglia di rincorrere, a -65, è più forte di quando eri a -15.
Perché ti viene voglia
Perdere 50 euro brucia più di quanto faccia piacere vincerne 50. Vale per tutti, vale anche per me. Il rosso lì aperto dà fastidio e tu lo vuoi chiudere adesso, non fra un mese. Non sei scemo tu, è fatta così la testa. Ma sapere che ti succede cambia tutto: quando ti arriva quel prurito lo riconosci, sai come si chiama.
Cosa fai
- La perdita mettila in conto prima. Quando decidi l'1% e una cassa fatta di soldi che puoi perdere, stai già dicendo che le settimane storte arrivano. La rincorsa nasce dal far finta che non dovessero arrivare.
- Una partita alla volta. Quella di adesso non c'entra niente con quella di prima. La guardi da zero: quanto vale, quanto paga. Fine.
- Se stai giocando per rientrare, chiudi tutto. Spegni il telefono, vai a fare altro. Non è il momento di giocare, è il momento di alzarti dalla sedia. Le partite domani ci sono ancora.
La rincorsa ti promette di rimetterti in pari. Quasi sempre ti mette più sotto di prima. Chiamala per nome mentre ti sta capitando e smette di sembrare buon senso.
Se stai giocando per recuperare quello che hai perso, non stai più ragionando. Una giocata si fa solo quando la quota paga più di quanto vale la partita. I soldi persi tornano con cento giocate normali, non con una grossa. Se giochi per rientrare, alzati.
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