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Come perdere

Gioca solo Inter, Juve e Milan

Serie A 2025/26: l'Inter campione non ha vinto 11 partite su 38, il Milan 18, la Juve 19. Metà campionato senza vittoria per chi "tanto vince sempre".

Chi PERDE gioca sempre le stesse tre squadre. Inter, Juve, Milan. Perché sono forti, perché le conosce, perché "tanto vincono".

Ed è convinto che sia la scelta prudente. È l'esatto contrario. Guardiamo l'ultimo campionato finito, quello 2025/26, non uno di tre anni fa.

Le tre grandi, stagione 2025/26

Trentotto giornate. Ecco come sono andate davvero.

  • Inter, campione d'Italia: 27 vinte, 6 pareggiate, 5 perse.
  • Milan, quinto: 20 vinte, 10 pareggiate, 8 perse.
  • Juventus, sesta: 19 vinte, 12 pareggiate, 7 perse.

Adesso girali dall'altra parte, che è il modo in cui li deve guardare uno che punta:

  • L'Inter non ha vinto 11 partite su 38. Quasi una su tre. Ed è quella che ha vinto lo scudetto con tre giornate d'anticipo.
  • Il Milan non ha vinto 18 volte su 38.
  • La Juve non ha vinto 19 volte su 38: esattamente metà campionato.

Chi ha passato l'anno a giocare "tanto la Juve vince", ha giocato una monetina pagata come se fosse una certezza.

Il conto che nessuno fa

La quota bassa non è un regalo. È il prezzo di una cosa che succede spesso ma non sempre.

Diciamo che ti pagano 1,30 la vittoria della grande. Metti 10 euro: se vince ne guadagni 3, se non vince ne perdi 10. Per andare in pari ti serve che vinca più del 77% delle volte.

L'Inter campione d'Italia ha vinto il 71% delle partite. Sotto la soglia. Fai il conto su tutto il campionato: 38 giocate da 10 euro sono 380 euro girati, 27 vinte ti danno 81 euro di guadagno, 11 perse te ne portano via 110. Chiudi l'anno a meno 29, avendo puntato sulla squadra più forte del campionato nell'anno in cui ha vinto tutto.

Sul Milan e sulla Juve, che di partite ne hanno vinte venti e diciannove, non c'è nemmeno da metterlo, il conto.

"Ma tanto arrivano davanti"

Quest'anno il Milan è arrivato quinto e la Juve sesta: tutte e due fuori dalla Champions, decise all'ultima giornata. Chi le ha giocate a occhi chiusi da agosto a maggio non ha comprato una certezza, ha comprato due squadre che metà delle volte non vincevano.

E comunque il punto non è nemmeno questo. La classifica dell'anno prima è già dentro la quota: è esattamente il motivo per cui te la pagano 1,30 invece di 2,50. Non stai scoprendo niente che il banco non sappia. Stai pagando caro un'informazione che hanno tutti.

Lo scudetto dell'anno scorso non gioca la partita di domenica. Non ti dice se mancano tre titolari, se hanno giocato giovedì in Europa, se dall'altra parte c'è una squadra che sta bene.

Cosa fa invece chi non perde

Non guarda quanto è forte la squadra. Guarda se la quota paga più di quanto vale davvero quella partita.

Prima dici la tua percentuale, poi 100 diviso quella percentuale ti dà la quota giusta, poi la confronti col mercato. Una piccola in casa contro una grande stanca, quotata 4,00 quando secondo te ne varrebbe 3,00, è una giocata migliore della grande a 1,30 che secondo te ne varrebbe 1,35. Non conta il nome sulla maglia, conta la distanza fra i due numeri.

Giocare solo le tre grandi non è prudenza. È giocare sempre nel punto del mercato dove il banco ha già messo tutto in conto.

La lezione

La forza della squadra è già dentro la quota: giocare sempre le grandi vuol dire pagare caro un'informazione che hanno tutti. Numeri 2025/26: l'Inter campione ha vinto 27 partite su 38 (71%), il Milan 20, la Juve 19, cioè metà. A quota 1,30 serve il 77% solo per andare in pari: nemmeno chi vince lo scudetto ci arriva. Non conta il nome sulla maglia, conta la distanza fra la quota giusta e quella del mercato.

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