Gioca solo dai bookmaker, mai in exchange
Se il tuo conto Snai o Bet365 è ancora aperto senza limiti, è perché non stai vincendo: chi vince lo limitano. Si gioca sempre in exchange, sul banco solo gli over legati al prossimo gol.
Perde chi gioca alla Snai. Perde chi gioca al Bet365. E te lo dimostro con una riga sola, senza numeri.
Se il tuo conto è ancora aperto e puoi puntare quello che vuoi, è perché non stai vincendo. Perché quando uno comincia a vincere davvero, dal banco non lo lasciano fare: gli abbassano il massimale o gli chiudono il conto.
Quindi delle due l'una. O sei in perdita: allora il conto te lo tengono aperto volentieri. Oppure stai vincendo: allora è questione di settimane prima che ti limitino. Un giocatore vincente sul banco a quota fissa non può esistere a lungo: non è un'opinione, è il modello di business.
Come guadagna il banco
Il bookmaker non aspetta di vedere come va. Il suo guadagno è già dentro la quota.
Se una cosa esce una volta su due, la quota giusta è 100 diviso 50, cioè 2,00. Loro te la mettono a 1,90. Quel dieci per cento di differenza è il loro. Su un 1X2 di solito il margine complessivo sta fra il 5 e l'8%: vuol dire che su ogni euro che fai girare, cinque-otto centesimi restano lì comunque vada.
Ecco perché uno che indovina più della metà delle partite può chiudere l'anno sotto. Non lo batte la sfortuna: lo batte la tassa che paga a ogni singola giocata.
Come guadagna un exchange
L'exchange è un'altra cosa. Non scommette contro di te: mette in contatto due giocatori, uno che punta e uno che banca, poi si tiene una commissione su quello che ha vinto chi ha vinto.
In Italia esistono con regolare licenza ADM — Betfair, Betflag. La commissione base è del 5% sul netto vinto per mercato e cala fino al 2% per chi fa grossi volumi. Se perdi, di commissione non paghi niente.
La differenza grossa è chi fa il prezzo. Da un bookmaker la quota la decide un ufficio, che ci mette dentro il proprio margine. Sull'exchange la quota la fanno i giocatori che si incrociano: è un mercato, come una borsa. Nessuno ci mette dentro una tassa preventiva.
La stessa giocata, i due prezzi
Prendi la solita cosa che esce una volta su due, quota giusta 2,00.
- Dal bookmaker: te la pagano 1,90. Metti 10 euro, se vince ne guadagni 9.
- Sull'exchange: la trovi spesso a 2,02. Metti 10 euro, se vince guadagni 10,20 meno il 5% di commissione: 9,69.
Sembra poco, sono settanta centesimi. Adesso guardalo su un anno di lavoro.
Con la quota 1,90 su una cosa che esce davvero il 50% delle volte, ogni euro giocato ti rende in media meno 5 centesimi. Con la stessa cosa presa a 2,02 sull'exchange, commissione compresa, sono meno 1,5 centesimi.
Fai mille giocate da dieci euro in un anno — sono 10.000 euro fatti girare. La differenza fra i due posti è di circa 345 euro, senza che tu abbia indovinato una partita in più. Stesse letture, stesse partite, stessa bravura: cambia solo dove hai cliccato.
Detta in un altro modo: cambiare tavolo è l'unico modo di guadagnare valore senza diventare più bravo. È il miglioramento più facile che esiste in tutta questa storia.
Il ban non è una leggenda
Non è un complotto, è scritto nelle condizioni che hai accettato quando ti sei registrato. Un conto che vince sistematicamente per loro è un costo, quindi:
- ti abbassano il massimale — c'è gente che si ritrova a poter puntare due euro a giocata;
- oppure ti chiudono il conto e ti rimandano indietro il saldo;
- e comunque su molte giocate a quota fissa c'è un tetto massimo di vincita, spesso attorno ai 50.000 euro.
Fai il ragionamento fino in fondo: un posto dove vincere è vietato non è un posto dove puoi lavorare. Puoi essere il più bravo del mondo a leggere le partite: se il premio per esserlo è che ti chiudono la porta, quella porta non è la tua.
Sull'exchange non può succedere, per un motivo semplice: loro guadagnano dalla commissione, non dalle tue perdite. Se tu vinci tanto e giochi tanto, per loro sei il cliente migliore che ci sia. Non hanno nessuna ragione di fermarti.
Il posto dove giochi è fatto in modo che vincere sia un problema, oppure in modo che vincere vada bene? Quella domanda vale più di dieci pronostici.
La regola: si gioca sempre in exchange
Non è "confronta i prezzi e vedi dove conviene". È più secca di così: si gioca in exchange, punto. Il banco non è un'alternativa da valutare ogni volta, è il posto dove non lavori.
C'è una sola eccezione, tutta tecnica: gli over legati al prossimo gol. Quel mercato lì l'exchange non te lo dà: quando ti serve entrare su quello vai dal bookmaker. Tutto il resto — esito, Over e Under della partita, gol, le entrate live sulle partite che segui — si fa in exchange.
Quindi la lista è corta:
- Tutto in exchange. È lì che il prezzo lo fa il mercato invece dell'ufficio quote. Ed è lì che vincere non ti fa chiudere il conto.
- Dal banco solo il prossimo gol, quando è quello che ti serve e sull'exchange non esiste.
- Se sull'exchange non c'è nessuno dall'altra parte, quella giocata non si fa. Non è un ripiego da andare a cercare dal banco: è una giocata che salti. Sui campionati e sui mercati che segui davvero la liquidità c'è; se non c'è, quasi sempre vuol dire che sei finito su roba che non dovevi toccare.
- La commissione la calcoli sempre. La quota che vedi non è quella che incassi: sul netto vinto togli il 5%. Se non lo metti nel conto, ti stai raccontando una quota che non esiste.
- Segna sul Quaderno anche dove hai giocato. Dopo tre mesi guarda la differenza fra le quote che hai preso e quelle che c'erano dal banco. È la colonna che fa più impressione di tutte.
"Sì ma non so usarlo"
Punta e banca, il libro degli ordini, i prezzi che ballano: la prima volta che apri un exchange sembra la borsa. Lo so.
Ma quello non è un difetto dell'exchange: è esattamente il motivo per cui ci sono io.
Vieni in diretta e lo vedi usare mentre lo uso, su partite vere. Un gettone, poco più di un euro. In un'ora capisci come si legge il libro, cosa vuol dire bancare, come si prende il prezzo senza farsi mangiare dai centesimi. Nessuno c'è nato imparato: si guarda uno che lo fa, poi lo fai tu. Non è una buona ragione per restare dove ti bannano se vinci.
La differenza in una riga
Dal bookmaker il tuo guadagno è il loro costo. Sull'exchange il tuo guadagno è il loro incasso.
Non perdi solo perché leggi male le partite. Perdi perché ti sei seduto al tavolo dove il banco prende una fetta a ogni mano e dove, se cominci a vincere, ti fanno alzare.
Controlla il tuo conto: è ancora aperto senza limiti? Allora la risposta su come stai andando ce l'hai già.
Sul banco a quota fissa un giocatore vincente non può esistere a lungo: se vinci ti abbassano il massimale o ti chiudono il conto, quindi avere il conto aperto senza limiti vuol dire che stai perdendo. In più il margine è già dentro la quota (5-8% sull'1X2): paghi una tassa a ogni giocata comunque vada. L'exchange non scommette contro di te: incrocia due giocatori e prende una commissione sul netto vinto (5% base, fino al 2% per volumi), quindi il prezzo lo fa il mercato e lì vincere non è un problema. Stessa giocata: 1,90 dal banco contro un 2,02 netto 1,97 in exchange, che su 10.000 euro gir
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