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Le basi

Da percentuale a quota

Parti dalla tua idea e tiri fuori quanto dovrebbe valere quella giocata. Prima la tua stima, poi la quota: mai il contrario.

Adesso si gira dall'altra parte

Fin qui hai imparato a prendere la quota del banco e tradurla in percentuale. Bravo, ma stai ancora facendo un lavoro passivo: leggi quello che dice lui.

Adesso invertiamo. Parti da quello che pensi tu e tiri fuori la quota che quella cosa dovrebbe avere. È il momento in cui smetti di subire il numero e cominci a giudicarlo.

Il conto è lo stesso di prima, girato:

100 diviso la percentuale.

Proviamolo

Pensi 50%, cioè un 🟠 arancio? Cento diviso cinquanta fa 2,00.

Pensi 70%, un 🟢 verde? Cento diviso settanta: 1,43.

Pensi 80%, un 🔵 blu? Cento diviso ottanta: 1,25.

Pensi 25%? Cento diviso venticinque: 4,00. E lì colore non ce n'è: sotto il rosso non si va.

Quel numero che ti esce ha un nome preciso: quota equa. È quanto ti dovrebbero pagare perché il gioco sia onesto, senza che nessuno dei due ci guadagni sopra. È la quota della moneta a 2,00, prima che il banco la abbassasse a 1,90.

E a cosa mi serve, in pratica

A questo ed è tutto il mestiere in tre righe.

Guardi una partita. Ci ragioni sopra: come stanno le squadre, chi manca, che partita è, quanti gol si fanno di solito lì dentro. E arrivi a una tua idea: secondo me questa succede sei volte su dieci.

Sessanta per cento. Cioè, detto come parlo io: quello è un 🟡 giallo.

E siccome il giallo vale 60%, cento diviso sessanta fa 1,66. Quella è la tua quota equa.

Adesso — solo adesso — vai a vedere cosa ti offre il bookmaker.

Se te la paga 1,50, ti sta pagando meno di quanto vale un giallo. Passi oltre.
Se te la paga 1,66, siete d'accordo. Non c'è margine per nessuno dei due.
Se te la paga 1,90, ti sta pagando più di quanto vale secondo te. Ed è lì che si guadagna.

Quel terzo caso ha un nome: si chiama valore. Non vuol dire che vinci — vuol dire che ti stanno pagando bene il rischio che ti prendi. Puoi perdere lo stesso e perderai un sacco di volte. Ma se ripeti quella situazione per mille giocate, alla fine i conti tornano dalla tua parte.

L'ordine conta e non è un dettaglio

Rileggi il paragrafo di sopra e guarda in che ordine ho fatto le cose. Prima mi sono fatto la mia idea. Poi sono andato a vedere la quota.

Quasi tutti fanno il contrario: aprono il sito, vedono 1,90 e cominciano a costruirsi il ragionamento addosso a quel numero. "Eh ma sì, in effetti questa ci sta". Non stai analizzando, ti stai facendo convincere. Il numero te l'ha messo in testa lui e tu gli stai dando ragione.

Se prima non hai una tua stima, non hai niente con cui confrontare la quota. E allora stai solo scommettendo, come al bar.

"Ma io che ne so quanto è probabile?"

Domanda giusta ed è quella onesta. La risposta è: non lo sai e non lo sa nemmeno il bookmaker. Nessuno conosce la probabilità vera di una partita di calcio, perché non è un dado con sei facce. Si stima e basta.

Ma stimare non vuol dire tirare a caso. Vuol dire guardare i numeri: quante volte in quel campionato finisce così, quanti gol fa quella squadra in casa, quante volte le due che giocano stasera hanno chiuso una partita in quel modo. Da lì tiri fuori un numero tuo. Non sarà perfetto. Deve solo essere meno sbagliato del suo, ogni tanto.

Ed è per questo che io pubblico 340.000 pronostici l'anno su 130 campionati, invece di darti la dritta sulla partita di stasera. Su una partita sola non lo sai chi aveva ragione: può andare bene per caso. Su centomila, la fortuna sparisce e restano solo i conti.

Le percentuali che ti servono, girate

🟣 90% → 1,11viola
🔵 80% → 1,25blu
🟢 70% → 1,43verde
🟡 60% → 1,66giallo
🟠 50% → 2,00arancio
🔴 40% → 2,50rosso
30% → 3,33 — nessun colore
20% → 5,00 — nessun colore
10% → 10,00 — nessun colore

Qui i numeri sono tondi apposta: quando ti fai un'idea su una partita non pensi mai "ottantatré per cento", pensi sessanta, settanta, cinquanta. Parti da lì e la quota di riferimento ce l'hai subito.

E vale sempre la regola della lezione prima: quelle sono le condizioni di partenza. Un 10% resta un 10% fino a quando la favorita non resta in nove — poi il conto va rifatto da capo, con la situazione nuova.

Ed è per questo che io ragiono a colori: mi salta il passaggio del conto. Verde vuol dire 1,43. Se su un verde mi offrono 1,60 mi stanno pagando bene, se mi offrono 1,30 mi stanno pagando male. Non calcolo niente: colore, quota di riferimento, confronto. Tre secondi.

Cosa ti porti a casa

Uno. Cento diviso la tua percentuale e ti esce la quota equa: quanto dovrebbe valere quella giocata.

Due. Prima ti fai l'idea tua, poi guardi la quota. Mai il contrario, o ti stai solo facendo convincere.

Tre. Se ti pagano più della tua quota equa, c'è valore. Non è una vincita garantita, è un prezzo buono.

Nella prossima ti spiego perché quelle tre percentuali del Real Madrid facevano 107 e non 100. Cioè come guadagna il bookmaker, che non è come pensi tu.

Usa il cervello.

La lezione

Cento diviso la tua percentuale ti dà la quota equa. Se ti pagano di più, c'è valore.

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