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Le basi

Come nasce il numero che ti do

Forma, storico, infortuni, meteo, notizie, contesto: da 30 a quasi 1.000 informazioni per partita, messe in fila dall'intelligenza artificiale. Alla fine diventano un numero solo, dichiarato prima che la partita cominci.

Da dove esce quel numero

Nelle lezioni prima hai imparato a leggere una quota e a tirarne fuori la percentuale vera. Adesso ti faccio vedere il lavoro dall'altra parte: come nasce il numero che do io, quello che trovi dentro la casella su ogni partita.

Perché è facile dire "questa la vedo al 70%". La domanda seria è: sulla base di cosa?

Cosa guardo prima di dare un numero

Non guardo una cosa sola. Se guardassi solo la classifica saremmo tutti bravi. Su ogni partita metto insieme:

La forma. Non "ha vinto le ultime tre", ma come le ha vinte: quanti tiri fa, quanti ne subisce, se segna presto o all'ultimo, se è una squadra che chiude le partite o le riapre.

I numeri storici. Quante volte in quel campionato, in quello stadio, con quelle due squadre, è finita in un certo modo. Il calcio ha delle abitudini e le abitudini si contano.

Chi c'è e chi non c'è. Infortuni, squalifiche, chi rientra da un mese fuori, chi gioca giovedì e domenica e arriva con le gambe pesanti.

Il meteo. Sembra un dettaglio da bar e non lo è: campo pesante, vento, quaranta gradi a mezzogiorno. Cambia il ritmo e il ritmo cambia i gol.

Le notizie. Cosa dice l'allenatore, che aria tira nello spogliatoio, se la squadra ha la testa alla partita di coppa di mercoledì.

Il contesto. Che partita è per loro. Una che deve salvarsi a marzo non è la stessa squadra di ottobre. Una già promossa all'ultima giornata non è una squadra: è una comitiva.

Da 30 a mille informazioni per partita

Roba del genere, a mano, su una partita la fai. Su due la fai. Su cinquanta al giorno, tutti i giorni, su 130 campionati, non la fa nessuno, nemmeno con una redazione dietro.

Ed è per questo che uso l'intelligenza artificiale. Non per farmi dire chi vince: per raccogliere e mettere in fila la roba. A seconda della partita arrivo ad avere da 30 fino a quasi 1.000 informazioni su una singola gara.

Su una partita di un campionato piccolo, dove i dati scarseggiano, ne trovo trenta o quaranta. Su una di Serie A o di Premier, dove è tracciato tutto, arrivo a centinaia e centinaia.

Attento a una cosa però, perché è il punto: più informazioni non vuol dire più certezze. Vuol dire una stima meno ignorante. Con mille dati non so chi vince, so solo meglio quanto è probabile che vinca. È un'altra cosa ed è tutto quello che si può fare onestamente.

Alla fine esce un numero solo

Tutta quella roba deve diventare una cosa sola: una percentuale. Quanto è probabile, secondo me, che quella cosa succeda.

Il numero dentro la casella è quello. Se leggi 74 vuol dire che per me quella cosa succede 74 volte su 100. Niente di più misterioso.

Tre cose da sapere su come lo scrivo.

È sempre pari. 74, 72, 70. Non troverai mai 73. Vado a gradini di due perché fingere la precisione al singolo punto sarebbe una bugia: nessuno sa distinguere una partita al 73 da una al 74.

Arrotondo sempre per difetto, mai per eccesso. Se il conto mi dà 73, tu leggi 72. Nel dubbio ti prometto meno di quello che ho in mano, mai di più.

Non salgo sopra 98 e non scendo sotto 40. Sopra il 98 starei vendendo una certezza che nel calcio non esiste.

Sotto il 40, invece, non c'è nessuna fascia, e il motivo è più semplice di quanto sembri: quel numero è lo specchio del pronostico vero. Se l'over sta a 88, l'under sta a 12. Il pronostico è l'over, non l'under. Il 12 lo vedi scritto perché il conto lo fa lo stesso, ma non è una cosa che ti sto dando.

E quando la casella è grigia? Quello è un numero calcolato dalle quote, senza un mio pronostico dietro. Succede in due casi: o quel mercato su quella partita non l'ho pubblicato, oppure il numero sta sotto 40 e allora non ha nessuna fascia. Un 38 grigio vuol dire che le quote dicono 38 e io non ci ho messo niente sopra.

E il colore?

Il colore c'è ancora, ma adesso è il vestito, non il contenuto. È solo la fascia dentro cui cade il numero:

  • 🟣 viola — da 90 a 98
  • 🔵 blu — da 80 a 88
  • 🟢 verde — da 70 a 78
  • 🟡 giallo — da 60 a 68
  • 🟠 arancio — da 50 a 58
  • 🔴 rosso — da 40 a 48

Serve per il colpo d'occhio quando hai davanti una tabella piena di partite: vedi dov'è caldo senza leggere niente. Ma quello che conta è il numero. Fra un 70 e un 78 c'è di mezzo mezzo campionato, e sono verdi tutti e due.

Cosa ci fai, con il numero

Qui sta il motivo per cui il numero vale più del colore, ed è il motivo per cui adesso te lo scrivo in chiaro.

Torna il conto della seconda lezione. Cento diviso il numero ti dà la quota giusta.

Se do 74, la quota giusta è 100 diviso 74, cioè 1.35. Adesso vai a guardare il bookmaker. Se te la paga 1.30, ti sta dando meno di quanto vale: lasci stare. Se te la paga 1.50, ti sta dando più di quanto vale.

Con il colore questo conto non lo potevi fare, perché "verde" non si divide. Con il numero sì, e lo fai in tre secondi a mente.

È tutto qui il mestiere, e non è quello che ti raccontano in giro: non devi trovare la partita che vince. Devi trovare la quota che paga più di quanto quella cosa vale davvero.

E lo dichiaro prima

Il numero lo scrivo prima che la partita cominci, che è l'unica cosa che conta davvero. Dire dopo "eh, lo sapevo" lo sanno fare tutti.

Cerco di azzeccarci. E i conti sono aperti.

Questo è il punto dove mi separo da chi vende sistemi. Io cerco di azzeccarci: non sempre ci riesco e non è previsto che ci riesca sempre. Un 70 lo sbaglio tre volte su dieci. Sta scritto dentro il numero, non c'è niente da nascondere.

Quello che deve funzionare non è la singola partita, è il mucchio. E il mucchio si misura in un modo solo: quello che ho fatto contro quello che avevo promesso.

Guarda come cambia tutto. Se sui pronostici da 60 ne prendo 64 su 100, ho fatto più di quello che avevo detto. Se sui pronostici da 90 ne prendo 64, ho fatto un disastro. È lo stesso identico 64, e l'unica cosa che lo distingue è cosa avevo dichiarato prima.

Quel conto lo trovi già rifatto sulla pagina delle statistiche, che si aggiorna ogni tre ore. Non te lo scrivo qui dentro perché fra due giorni sarebbe già vecchio: vacci e guardalo, fascia per fascia e mercato per mercato, anche dove va male.

E adesso?

Se sei arrivato a leggere fino a qui, una cosa l'hai già capita: non ti sto vendendo la certezza, ti sto facendo vedere il lavoro. Sai leggere una quota, sai girarla in percentuale, sai che il banco si prende il suo, e adesso sai da dove nasce il numero che ti do.

Adesso hai due strade.

Provarmi gratis. Più di 150.000 pronostici l'anno non li paghi: otto mercati aperti a chiunque, over e under 2.5, gol, nogol, corner over e under 10.5, cartellini over e under 4.5. Guardali per un mese, segnati i numeri, controlla se mantengono quello che promettono. Non ti chiedo di credermi, te l'ho detto dalla prima lezione.

Oppure prenderti tutto. Se il mese di prova ti ha convinto e non vuoi più guardare solo una fetta, sull'app ci sono tutti i mercati e tutti i campionati: segni, doppie chance, multigol, primo tempo, i corner, il live.

Fai come ti pare, ma falla con la testa: è tutta la lezione, questa.

Ogni partita è diversa. Usa il cervello.

La lezione

Il numero e' una percentuale: 74 vuol dire 74 volte su 100. Cento diviso quel numero ti da' la quota giusta, e da li' capisci se il bookmaker ti sta pagando abbastanza.

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